2011: Momenti Trip ed Epic Fail!

2011: Momenti Trip ed Epic Fail!
2 months ago 5
Posted in: adventure, blog

E’ stato un 2011 strepitoso. Si può arrivare alla fine dell’anno e dire: “sono davvero felice”? Oppure suona un pò sfigato? Chissenefrega. Sono davvero felice. Ho ripercorso mentalmente tutto l’anno e passando da un mese all’altro mi sono accorto che anche quest’anno è stato ricco di esperienze incredibili e di momenti indimenticabili, nella buona e cattiva sorte. Quindi ho buttato giù una lista e mi son reso conto che valeva la pena condividere qualche racconto di avventure e di vita in giro per il mondo. Partiamo da…

Alba: il 2011 per me è stato sicuramente l’anno delle albe. Mai in vita mia ne ho visti così tante. La magia di alzarsi alle 5 di mattina per andare a vedere il sole che sorge non ha prezzo. Il silenzio e l’atmosfera di essere lì ad aspettare il nuovo giorno valgono il prezzo del biglietto. Come biglietto intendo la levataccia mattutina con la quale rotoliamo fuori dal letto a caccia del nuovo giorno. Ne ho viste ovunque, specialmente negli USA a marzo: da New Orleans a Miami, da Houston ad Orlando. Scegliendone una dico: Everglades National Park da Flamingo Point, uno degli ultima baluardi della civiltà, prima di lasciare spazio a mangrovie e coccodrilli. Grazie al mio amico Stefano per avermi obbligato a scoprire la magia dell’alba.

Miglior cibo dell’anno: è un hamburger che ho mangiato in un ristorante americano sull’arcipelago delle Florida Keys. In realtà l’hamburger non ho nemmeno idea di come fosse, non lo ricordo minimamente, forse faceva anche schifo, eppure è stato il miglior pasto dell’anno. Avevamo trascorso una giornata intera a scattare fotografie su una striscia di asfalto lunga 400km costruita sull’Oceano Atlantico, sotto il sole e non abbiamo trovato un posto dove dormire. Tutto era esaurito, qualsiasi cosa. Noi eravamo a digiuno, le batterie delle macchine fotografiche scariche e nemmeno un posto dove dormire. Poi… un saloon all’americana in legno. Un miraggio, entriamo. Ma non chiediamo del cibo, chiediamo… “un tavolo con delle prese della corrente”.

Fruitland Park Coffee: immaginatevi questa scena. Avete appena fotografato l’alba ad Orlando in Florida, salite in auto e partite verso Nord, senza una vera e propria destinazione. Uscite dalla metropoli e finite in campagna, su una highway che scorre veloce tra foreste e campagne, tra laghi e praterie, poi improvvisamente capitate in un piccolissimo centro abitato, volete fare colazione, vi fermate al primo posto che trovate, da qualche parte in america, dove la civiltà si è fermata agli anni 50. Entrate in una specie di bar/ristorante/tavola calda. Buttate dentro un’occhio e siete circondati da uomini di dimensioni abnormi, seduti al bancone, sudati e un’inconfondibile odore di bacon. L’uomo dietro al bancone vi guarda e vi dice: “voi non siete di qua ragazzi, vero?”. Come hai fatto a scoprirlo? :) Diciamo che siamo italiani e scateniamo il putiferio. La gente si alza dai tavoli, il barista ci presenta a tutti, dice a tutti che sono arrivati due italiani e diventiamo l’attrazione del locale, tutti incuriositi. Cosa diavolo ci fanno due italiani a Fruitland Park (un paese letteralmente chiamato il “Parco della Terra dei Frutti”)? Ci chiedono se conosciamo Caruso, quello di Roma dai, quello che produce marmo o era un’impresa funebre… qualcuno lo conosce? Per la cronaca quel coffee ha anche un sito internet: www.fruitlandparkcafe.com

London Sex #EpicFail: quando vado a Londra da solo scelgo sempre l’ostello. E’ una soluzione economica perfetta per chi passa le giornate a scattare fotografie. Inoltre mi piace il clima che c’è negli ostelli, non ci posso fare nulla. Quindi anche l’ultima volta che son andato a Londra sono andato in ostello. Camera da con due letti a castello. Siamo in 4… il problema è che due sono una coppia. Ok ragazzi… l’ostello è bello, ma se siete una coppia pigliatevi una stanza d’albergo, non è bello svegliarsi alle 3 di mattina perchè ci sono due persone che “ansimano” in stanza.

Milano #EpicFail: ho viaggiato in tutto il mondo e non ho mai corso pericoli, dal Marocco a New Orleans, dalla Nuova Zelanda alla Cina, in solitaria o in gruppo non ho mai avuto problemi. Ovvio che se doveva capitarmi qualcosa, doveva capitare in Italia, a Milano. Il fallimento totale dell’anno è stato quando durante una fiera milanese nella quale ero impegnato a lavorare mi è stato rubato tutto lo zaino con l’attrezzatura, dal computer agli obiettivi, passando per la reflex..

Tramonto: il 2011 è stato anche l’anno dei tramonti. Anche in questo caso credo di averne visti come mai prima in vita mia. Meglio se in luoghi isolati e anche un pò nascosti, soprattutto se inaspettati. Quindi scegliendone uno dico Baleal, Portogallo. Una piccolissima località sulla costa atlantica, un paese famoso per il surf e null’altro. Quattro ristoranti e dieci scuole di surf. Un lembo di sabbia che collega la terra ferma ad una minuscola penisola dalla quale osservare il tramonto durante una burrascosa serata estiva. Fredda come non ti saresti mai aspettato. Un posto magico e un tramonto sull’Oceano Atlantico davvero fenomenale.

Incontri: Sui Monti Lessini, sopra Verona. Sveglia all’alba per raggiungere il Corno d’Aquilio e camminata nella nebbia estiva per raggiungere il picco. Tra una collina e una strada sterrata su un prato, nascosto dagli alberi ecco spuntare un branco di 7 camosci. Mi guardano, li guardo. In silenzio. Attimi. Per poi scappare via tra i boschi. Un altro incontro è sicuramente quello fatto alle Everglades con Stefano. Parcheggiamo l’auto sul ciglio della strada in mezzo ad una pianura fatta di sterpaglie. Ci incamminiamo a piedi tra il fango e i cespugli. Arriviamo ad un piccolo stagno, il vento è forte, il sole è basso. Scattiamo qualche foto senza accorgerci che a pochi passi da noi è fermo un coccodrillo, su una roccia, che ci osserva. Quanti altri ce ne saranno nello stagno a pochi centimetri dei nostri piedi?

Camminate: il miglior trekking dell’anno è quello fatto col mio amico Lele sulle Dolomiti. Doveva essere una rimpatriata tra amici, una camminata di qualche ora per poi ammirare il panorama dal Rifugio Bolzano. Peccato che non abbiamo guardato la cartina prima di partire… parcheggiando pressochè a caso in Alto Adige ci siamo fatti 9 ore di camminata e 1.600 metri di dislivello. Uno sforzo ampiamente ripagato dalla vista sulle Dolomiti (per la cronaca… poi siamo anche dovuti scendere per altre 8 ore).

Emozioni: non lo avrei detto, ma a novembre uscendo dall’aeroporto di Schoenefeld a Berlino ho colto nell’aria tre cose: l’aria frizzante, il silenzio e l’odore di wurstel. E ho pensato: casa dolce casa. Era la prima volta che tornavo a Berlino dopo averci vissuto quasi due anni.

Cose senza senso: camminare mezz’ora nel buio più totale, nell foresta sopra Chamonix su un sentiero sconosciuto per andare a fotografare le stelle sopra il ghiacciaio. Risultato: le foto sono sfuocate, il ghiacciaio non l’abbiamo visto, ma abbiamo sentito il rumore degli zoccoli dei camosci sulle pietre a due passi da noi.

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5 Responses

  1. Franckr scrive:

    veramente racconti molto suggestivi i tuoi racconti….credo che valga il motto: anno che passa esperienza in più che rimane…ti auguro di essere così WILD anche per il 2012 e non ti scordare Follow the Adventures :)

  2. Lightkey scrive:

    Aggiungerei anche un Robert is Here ottimo negozio sulla strada con frutta di ogni tipo alle Everglades, con ottimi milkshake e smoothies :D

  3. SVARIO scrive:

    L’ho letto tutto d’un fiato, mi sembra di sentire l’odore di bacon di quel bar disperso nel nulla!
    Eh eh poi ho avuto il piacere di conoscerti proprio il giorno dell’Epic fail milanese!
    Zaino e spalla e rock a manetta!

  4. @Lightkey: me l’ero scordato! incredibili milkshake… e che ne dici dell’Ugly Fruit?!!?! ;) Bring it On!

    @Svario: diciamo che non mi hai conosciuto nel mio giorno migliore. Ma abbiamo avuto modo di recuperare nei mesi successivi ;) Rock On!

  5. fabio camandona scrive:

    Sei un capace fortunato ;)

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